La (vera) storia del 420: cosa significa questo simbolo?

Come ogni anno il 20 Aprile è alle porte. Divenuto ormai un anniversario. Sono tante le storie che girano intorno a questo numero.

Oggi siamo qui per fare chiarezza. Qual è il vero significato del 420? Come nasce questo simbolo divenuto così famoso nel mondo della cannabis. Oggi lo scopriremo. Mettiti comodo e buona lettura.

Indice

Ragazzi che festeggiano il 420

Il (vero) significato del 420

Il 420 è considerato un nome in codice per tutto ciò che fa riferimento alla marijuana. Utilizzato e amato da tutti coloro che si sentono parte integrante della comunità pro cannabis.

In America il 20 Aprile (4/20) si celebra la giornata nazionale della marijuana. In questo giorno gruppi di persone si riuniscono e danno vita a vere e proprie feste. Spesso illegali. Dove si festeggia a passi di musica, risate ed erba.

Una ricorrenza apprezzata dai fumatori di tutto il mondo. Motivo per riunirsi e stringere nuove amicizie. I raduni avvengono in tutto il Paese in particolare negli Stati dove è legale l’uso ricreativo della cannabis. Tra cui Colorado, California e ben presto New York.

Ma le origini di questo simbolo sono ben più lontane. Bisogna fare un tuffo nel passato.

Le origini del 420: dove tutto ebbe inizio

Questa storia ha inizio nel lontano 1971 alla San Rafael High School in California. Qui, cinque ragazzi chiamati Waldos, erano venuti a sapere, che nei pressi della stazione della Guardia Costiera vicino Point Reyes, cresceva rigoglioso un campo di marijuana abbandonato.

I teenager decisero di darsi appuntamento alla fine delle lezioni proprio alle 4:20 per mettersi alla ricerca della piantagione perduta. Partivano a bordo della loro vecchia Chevrolet Impala del 1966. Tra musica, chiacchiere e nuvole di fumo arrivavano a destinazione. Eccitati all’idea di trovare dell’erba gratis.

La ricerca però non portò mai i risultati sperati. Il campo non venne mai ritrovato. Forse perché mai esistito. Ma i ragazzi continuarono a ritrovarsi alle 4 e 20 per le loro attività poco legali. Trasformando questo numero nel loro codice che poi trasmisero ai loro compagni di scuola.

La diffusione del 420: da codice a fenomeno globale

Ma la vera popolarità e diffusione di questo simbolo è associata ai Grateful Dead. Questa rock band, ormai famosa, muoveva i primi passi proprio a San Rafael.

Il padre di Mark Gravitch, uno dei Waldos, gestiva le proprietà della band. E il fratello maggiore di Dave Reddix, altro Waldos, Patrick, era il manager di una band di supporto dei Grateful Dead e grande amico del bassista Phil Lesh.

Per questo i ragazzi avevano accesso libero alle prove e alle feste dei Dead. Utilizzando il loro ‘codice segreto’ ogni volta che fumavano. Termine che poi la stessa band utilizzò e diffuse con i loro tour in giro per il mondo negli anni 70’e 80′.

Ben presto questo termine divenne di uso comune nei backstage dei concerti, dai fan e da chiunque altro per indicare il fumare marijuana.

L’ulteriore spinta venne data dalla rivista High Times. L’allora editore Steve Hager sentì il termine e lo iniziò ad includere in ogni sua iniziativa arrivando perfino ad organizzare eventi, come la Cannabis Cup. Portandolo verso la diffusione globale.

Autore: Raffaele Migliucci

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