Fumare cannabis in gravidanza fa male. I rischi a cui vai incontro

La maternità è un’esperienza unica. Però, come ben sai, porta con sé alcuni disturbi. La tentazione di fumare cannabis in gravidanza sarà forte. Ma sarà meglio evitare. Potrebbe creare complicazioni alla creatura che si porta in grembo. Vediamo cosa potrebbe succedere.

Indice

Cannabis e gravidanza

I rischi del fumare cannabis in gravidanza

Il legame tra una neo-mamma e il bambino va ben oltre la connessione emotiva. Tutto ciò che assume entra in diretto contatto con il feto. Per questo ci sono sostanza da evitare. Per citarne alcune: alcool, tabacco e marijuana.

Diversi studi, anche se non confermati, hanno individuato i possibili rischi del fumare cannabis in gravidanza:

  • Parto prematuro
  • Basso peso alla nascita
  • Circonferenza del cranio ridotta
  • Problemi cognitivi
  • Aborto spontaneo

Ci sono anche studi a favore di questa sostanza che vedremo tra poco.

Parto prematuro e basso peso alla nascita

Uno studio condotto su 314 donne che in gravidanza hanno fatto uso di cannabis e oltre 4700 donne non consumatrici ha evidenziato che: nel primo gruppo c’è un tasso più elevato di parti prematuri e di basso peso alla nascita rispetto al secondo.

Problemi cognitivi

Studi sui roditori hanno fatto notare che: l’uso di cannabis da parte della madre potrebbe portare nei figli problemi cognitivi negli anni successivi allo sviluppo.

Cannabis in gravidanza: effetti del CBD in maternità

La gravidanza porta diversi disturbi. Tra cui la nausea. Se hai pensato di assumere CBD per le sue proprietà antiemetiche ti capiamo. Ma sarà sicuro?

La risposta è si. Almeno questo è ciò che sostiene uno studio condotto nel 2004 dall’European Study of Farmacology. E non solo. Favorisce lo sviluppo del feto e la crescita del neonato. Inoltre, grazie alla sua azione di rilassamento dei muscoli, facilita il superamento della fase di travaglio.

Contrariamente al THC, non ha effetti psicotropi e la madre potrà godere delle sue proprietà terapeutiche ormai riconosciute dalla scienza.

Sebbene non ci siano ricerche scientifiche che ne affermano la pericolosità, prima di un ipotetico consumo consultate un medico competente, oltre che in campo ostetrico ma che conosca questa pianta e che vi sappia dare un parere professionale.

CBD e allattamento, è possibile?

Mancano le prove necessarie per poter dire se fumare cannabis in fase di allattamento faccia male o meno al neonato. Ma perché una neo-mamma dovrebbe assumere CBD?

Molte di loro sono colpite da insonnia e depressione post- partum. Ed ecco giustificata la loro scelta. Il CBD è noto per i suoi effetti terapeutici, che potranno aiutarla a superare questa prima fase parecchio turbolenta.

Sfortunatamente, fino a quando mancheranno studi accurati che chiariscano la situazione sarà meglio evitare.

Gli studi a favore della cannabis in gravidanza

Oltre a studi che ne sconsigliano l’utilizzo, ci sono altrettante ricerche che incitano le neo-mamme a fare uso di cannabis in gravidanza.

Si noti come: l’utilizzo di “ganja giamaicana”, sia efficace nel combattere i disturbi legati alla gravidanza, senza nessun effetto collaterale. Questa è la conclusione sorprendente a cui è arrivata la dottoressa Melanie Dreher in Giamaica.

Fai una pausa per tuo figlio

Una volta ho letto questa frase su un muro: “Weed is my best friend”. E come darle torto. Ci regala momenti indimenticabili e risate a non finire. Ma, non essendoci studi che diano risposte definitive, la cosa giusta da fare è prendersi una pausa.

Molti consumatori di cannabis decidono di prendersi una pausa spontaneamente. Smettere ogni tanto non sarebbe male. La marijuana è una sostanza psicoattiva che potrebbe creare dipendenza.

Ho scritto un articolo che tratta in modo specifico questo tema. In cui ho individuato i sintomi e spiegato il mio metodo per uscirne. Pensi di soffrire di dipendenza da cannabis? Sai cosa fare.

Leggi anche: La marijuana crea dipendenza? Sintomi e come fare (realmente) per uscirne

Autore: Raffaele Migliucci

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